Storia di un dolore senza posto
Storia di un dolore senza posto: quando il tuo lutto è un “intralcio”
Ci sono ferite che il tempo non rimargina, perché sono state infettate dalla cattiveria proprio nel momento in cui erano più aperte.
Ricordo quando ero incinta. Un momento che dovrebbe essere sacro. Eppure, in quella famiglia, il mio bambino non era una vita da accogliere, ma un “problema logistico“. Ricordo le parole di mia suocera a lui, come se io fossi trasparente: “Ma la piccola è troppo piccola… e poi io non è che posso guardare anche quello, dovrò guardare il figlio di tua sorella”.
Avete letto bene. La priorità era un bambino non ancora esistente di una sorella non ancora incinta. Il mio bambino, quello che batteva dentro di me, era già un peso, un numero di troppo in un elenco di preferenze già stabilito. Questo è l’inizio di una delle mie storie di ordinaria follia.
Ma l’abisso è arrivato dopo. Quando quel bambino l’ho perso.
“Ma perché, lo avresti tenuto?”
In mezzo al vuoto devastante di un lutto perinatale, mentre il mio corpo e la mia anima cercavano di capire come sopravvivere a quel silenzio, è arrivata la domanda che ancora oggi mi gela il sangue. Mi è stato chiesto così, con una freddezza che non appartiene al genere umano.
Come se il mio fosse un dolore non riconosciuto, un optional. Come se quel figlio fosse stato un errore da correggere e non un amore da piangere. In quel momento ho capito che per loro non ero una donna, una madre, una persona. In quei rapporti difficili con la suocera e il resto della famiglia, ero solo un elemento di disturbo nel loro equilibrio malato, vittima di una sottile ma feroce violenza psicologica in famiglia.
Oggi scrivo queste parole perché l’empatia familiare non dovrebbe essere un lusso, ma la base di ogni legame. Scrivo per tutte le donne a cui è stato detto che il loro aborto spontaneo “non era poi così grave”.
Il vostro dolore è sacro. Chi non lo rispetta non merita un solo secondo del vostro futuro.
“Ho trasformato le mie ferite in feritoie da cui guardare il mondo con occhi nuovi.”
Se vuoi che ti aiuti a fare lo stesso, non permettere a nessuno di spegnere la tua luce ancora per un altro giorno.





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