Manipolatore affettivo

Manipolatore affettivo

NOTA IMPORTANTE

Non sono un medico o una psicoterapeuta. Questo spazio è un percorso di supporto e di crescita personale basato interamente sulla mia esperienza autentica e sulle mie conoscenze. I contenuti qui presenti non sostituiscono in alcun modo un parere professionale; in caso di necessità, ti invito sempre a consultare uno specialista.

Manipolatore affettivo

Il manipolatore affettivo è una persona, può essere sia uomo che donna, che usa nei confronti dell’altro una manipolazione psicologia. La persona che subisce la manipolazione solitamente è una persona con bassa autostima, dipendente o può anche essere semplicemente una persona che sta passando un brutto periodo e che quindi risulta più vulnerabile.

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La manipolazione è una forma di violenza psicologica.

Chi è il manipolatore affettivo? Quali caratteristiche psicologiche ha?

Il manipolatore affettivo è caratterizzato solitamente da comportamenti aggressivi, ha un forte bisogno di imporre il proprio pensiero e la propria visione del mondo, tende a voler avere il controllo su tutto e può essere violento negli atteggiamenti e/o fisicamente.
Il manipolatore affettivo può avere disturbi di personalità narcisistica, borderline o istrionica, ma alcune volte può assumere il comportamento manipolatorio in modo meno riconoscibile. Si fa passare come una persona bisognosa, passiva e debole, sfruttando così la sua finta debolezza per ottenere dall’altra persona quello che vuole.

Il manipolatore affettivo pensa solo a se stesso, vede l’altro solo come un mezzo per soddisfare i propri bisogni personali.

Il manipolatore affettivo è in grado di far stare bene la vittima, quando vuole, di farla sentire importante, amata, per poi farla precipitare nel più desolante e buio abisso. E’ proprio questo il motivo per il quale è difficile rendersi conto di cosa sta realmente accadendo.

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A volte può diventare cattivo, colpevolizzare, svalutare l’altra persona, dire bugie così da portare l’altra persona a pensare di non valere abbastanza e a perdere coscienza di se stessa.

Questo tipo di persone non sono in grado di entrare in una relazione, si limitano solamente a prendere, a fare solo ciò che li fa stare bene senza pensare minimamente all’altra persona.

Il manipolatore affettivo attua due comportamenti diametralmente opposti, uno aggressivo e svalutante e uno più subdolo nel quale si pone in modo debole e passivo. Entrambi i comportamenti servono ad annientare l’autostima della vittima.

La persona che vive una relazione con un manipolatore affettivo è sopraffatto da un senso di confusione, non sa più cosa è vero e cosa no, cosa è giusto e cosa non lo è.

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Il manipolatore affettivo torna sempre, torna semplicemente per il suo bisogno di essere compiaciuto, mai per amore. Se la vittima accetta il suo ritorno, cadrà di nuovo nel suo gioco perverso.

MANIPOLATORI AFFETTIVI, tipologie: (i manipolatori possono essere uomini o donne)

  • INTIMIDATORE: questa persona usa le minacce/intimidazioni per manipolare l’altro. Urla, offende, minaccia di abbandonare l’altra persona,  mette il broncio e si chiude in un colpevolizzante ed ostinato silenzio.

 

  • SEDUTTORE: all’inizio sembrerà il partner perfetto e potrà ingannare tutti (amici e parenti), sarà sempre premuroso, attento, gentile e farà sorprese romantiche. Questo tipo di manipolatore, sembra che si prenda cura del partner, ma in realtà le azioni che fa sono mirate unicamente a soddisfare le proprie necessità. Il partner inizierà, dopo un pò, a sentirsi non ascoltato ed ignorato, in poche parole, solo.

 

  • BRAVO RAGAZZO: anche questo tipo di manipolatore è difficile da riconoscere. Si presenta come una persona affidabile, impeccabile e molto innamorata, ma in realtà mette in atto un terrorismo psicologico difficile da identificare. A parole si mostra collaborativo, mentre nei fatti fa esattamente l’opposto, per poi dare tutte le colpe alla vittima.

 

  • IL BUGIARDO PATOLOGICO: non accetta critiche ed osservazioni, racconta, lamentandosi, di avere un parente che deve accudire perché ha gravi problemi, possiede più di un cellulare, sparisce per poi ricomparire e tende a fare la vittima e a farsi commiserare. In poche parole ha una seconda vita. 

 

  • LA FINTA VITTIMA: è pessimista, molto spesso è di cattivo umore; parla in continuazione dei propri problemi e delle ingiustizie che subisce, i problemi degli altri non esistono, esiste solo lui. Si lamenta sempre di tutto e di tutti, insomma tutto il mondo ce l’ha con lui. Prende tutto dal partner senza dargli nulla. Tende ad essere geloso e possessivo, isolando la vittima dal resto del mondo.

 

  • IL PARASSITA: va alla ricerca di donne o uomini benestanti economicamente, studia la vittima tramite i social, all’inizio sembra pieno di attenzioni, molto devoto, per poi arrivare a piangere miseria e a chiedere alla vittima di pagargli/le l’affitto, le bollette etc.

Come uscire da una relazione con un manipolatore affettivo?

La prima cosa da fare è imparare a riconoscere certi atteggiamenti, mettere dei chiari confini e a farsi rispettare. Bisogna lavorare sulla propria autostima ed imparare a riconoscere e a rispettare i propri bisogni. Se non si riesce da soli bisogna rivolgersi ad un terapista esperto nel settore.

Il manipolatore affettivo può guarire?

Difficilmente questa persona è disposta a mettere in discussione il suo essere, l’unico modo che ha per guarire è imparare a vedere l’altro come un individuo che esiste e che deve rispettare.

Sia il manipolatore affettivo che la vittima hanno delle difficoltà, tutti e due devono lavorare sulle proprie lacune.

La vittima deve imparare ad amarsi e deve prendere coscienza del proprio valore. Ne uno ne l’altro sono capaci di entrare veramente in una relazione, di conseguenza entrambi hanno il bisogno di essere guidati e sostenuti nel loro percorso di guarigione.

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